Con immenso piacere segnaliamo la prima rece a COLPO D’OPPIO del ns piccolo Ugo Sette

“Colpo d’oppio”, ovvero il dissacrante mondo dell’Alieno Ugo Sette.“Colpo d’oppio”, ovvero il dissacrante mondo dell’Alieno Ugo Sette.

Lente d’ingrandimento sul vuoto gioco di ruoli della società Italiana. di Monica Serra

 “Believing the strangest things, loving the alien”.

E’ con le parole di David Bowie, che Ugo Sette ci introduce alle avventure tragicomiche del suo protagonista, Ugo, alieno in una città di extraterrestri nel Nord-Est Italia dominato dal pensiero Leghista. Compresi entrambi nell’opera “Colpo d’oppio”, i due romanzi “L’Alieno” e “L’importanza di chiamarsi Ugo- a me (mi) piace la morte perché mi fa capire che sono vivo”, descrivono con ironia tagliente il vuoto culturale ed esistenziale in cui è sprofondata l’Italia contemporanea. Q., non è un semplice richiamo Kafkiano per indicare la città in cui Ugo vive, ma è anche la rappresentazione dell’Italia stessa, con tutte le sue contraddizioni, le sue manie e le sue paure.
Ugo è l’Alieno che ci mostra l’assurdità della nostra società. Inventore e, occasionalmente, studente Universitario, ne “L’Alieno” il protagonista si ritrova, suo malgrado, coinvolto in un grottesco processo, accusato di aver ucciso un cane, se pure per legittima difesa.
In un susseguirsi di battute e testimonianze, la colpa di Ugo prende le forme di una rappresentazione dell’assurdo, in cui tutti i nodi della sua vita vengono riportati in scena: dall’ex-ragazza, al vicino impiccione, all’amico pusher, fino all’innamorato della nonna da poco deceduta. Ugo viene descritto come un’anima insensibile, incapace di mostrare il dolore per la morte con segni concreti, come le lacrime. E proprio la morte diviene l’unica chiave tramite cui riabilitare il senso della vita. Ugo, insieme all’unico personaggio positivo, Marzio, sfida una società ipocrita, che tenta di esorcizzare la morte nascondendola dietro falsi riti. Se esiste un significato dell’esistenza umana, Ugo lo ricerca nell’ossessiva analisi dei cadaveri.
La morte è una cosa strana. Vogliamo abituarci a morire ogni giorno, nemmeno fossimo allievi di Seneca. Però stare vicini a un morto è bello, perché senti la vita e puoi capire cosa ti perdi ma pure ciò che non hai.
In un richiamo all’esistenzialismo de “Lo Straniero”, di Albert Camus, Sette colora i pensieri del suo Ugo di un sarcasmo nero, dietro cui si nasconde una riflessione profonda sul modo in cui “essere” e “apparire” si riflettono nella società, in uno specchio deformante.
“L’importanza di chiamarsi Ugo”, chiaro riferimento ad Oscar Wilde, è il prequel de “L’Alieno”, in cui l’animo di Ugo è quello ancora ingenuo, innocente, non ancora macchiato dall’insensatezza della vita. Con acuta ironia, il protagonista si fa beffa dei finti maestri della comunità in cui viviamo, mescolando allo scherno, la tenerezza dello sguardo di un ragazzo, che tenta di svincolarsi dalle grinfie di un’Italia in cui il premier può affermare impunito, “Dovremmo avere tanti soldati quante sono le belle ragazze”. Passo dopo passo i pensieri di Ugo prendono una forma sempre più precisa, e il suo sguardo cinico e profondo diviene più definito. Gli assoli di chitarra elettrica lasciano il posto all’amore per l’invenzione, nel tentativo di fare qualcosa di buono per il genere umano. Brillante, esilarante, e a tratti malinconico, Sette descrive un mondo dell’assurdo, grottesco e insensibile, in cui Ugo l’Alieno rappresenta la sola umanità possibile in un mondo di extraterrestri. Ma questi sono solo gli “Appunti per un mondo migliore”. Ashes to ashes, funk to funky.

Verdetto:Lettura sottile e divertente che conduce con leggerezza ad un’analisi acuta della società Italiana.

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Mar 29 ore 18.00 FRATTURE a FELTRINELLI Treviso

Nuovo appuntamento per FRATTURE

a Feltrinelli Treviso

Martedì 29 maggio ore 18.00

Insieme a Massimiliano Nuzzolo questa volta

lo psicologo e insegnante di filosofia Tito Sartori

e la partecipazione di Arci Treviso.

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SOLUZIONE al BRANCALEONE: le foto

Le foto scattate dai ragazzi di XROMA

al concerto dei SOLUZIONE al BRANCALEONE

 

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“LA MUSICA E’ IL MIO RADAR” su ITHINKMagazine

E’ uscita ieri su IThinkMagazine, una nuova rece a LA MUSICA E’ IL MIO RADAR (Mursia),  geniale progetto del Ns Massimiliano Nuzzolo.

 AA.VV. – La musica è il mio radar       

La musica è il mio radar. Sono in tanti a poter affermare con determinazione che per loro la musica è aria senza la quale non si può respirare, è l’unica strada da poter percorrere in questa fugace vita, è più che un passatempo o una colonna sonora: è un’amica fidata, che quando c’è bisogno di lei non manca mai e se hai perso la rotta ti indica il cammino, mostrandoti ciò che ti circonda e segnalandoti le possibili avversità. Come un radar.

Massimiliano Nuzzolo è uno dei tanti che condivide questi pensieri e che, quindi, ha deciso di intraprendere, nella vita, la strada della musica, lavorando con essa e per essa, anche se la strada è tortuosa e impervia e costringe a tanti sacrifici. Chi ama la musica, come chi AMA, in generale, è disposto a tutto per lei, e riesce a superare tutte le difficoltà che si presentano con la forza che è la musica stessa a dare.

“Le canzoni non le comandi. Non le obblighi a tacere, a non farsi ascoltare. Le canzoni fanno un po’ come pare a loro, hanno il potere immenso di uccidere il tempo e le distanze”. Questo si legge sul retro di copertina di La Musica È Il Mio Radar (Mursia, 185 pp., €14,00), un volume di racconti (diciannove in tutto) curato proprio da Massimiliano Nuzzolo, il quale ha deciso di intraprendere questa impresa per due ragioni evidenti: la prima è quella del piacere di unire la passione per la musica con quella per la letteratura, raccogliendo racconti “a tema”, ovvero omaggianti la musica, scritti da amici ma anche da autori più noti; la seconda ragione è quella di “fare qualcosa di buono”, infatti il ricavato delle vendite del libro in questione sarà devoluto all’AMREF.

Un’iniziativa interessante, quindi, e assolutamente ben curata, che propone racconti di Ivano Bariani, Richard Blandford, Federica De Paolis, Marco Di Marco, Renzo Di Renzo, Elisa Genghini, Teo Lorini, Andrea Malabaila, Ignacio Martìnez De Pisòn, Federico Moccia, Raul Montanari, Gianluca Morozzi, Giulio Mozzi, Paolo Nori, Tommaso Pincio, Marco Rossari, Ugo Sette e Marek Van Der Jagt oltre allo stesso Nuzzolo.

La musica, questo radar invisibile eppure perfettamente percettibile, è l’unico leit motiv che lega racconti di generi diversi, in cui la musica è ambientazione o soggetto protagonista, è sfegatata mitomania o costruzione di un ricordo, è un’ode al vinile o all’era del digitale…

Tante sono le facce della musica, come le infinite sfaccettature del carattere di una persona, e questo libro, pur senza grandi pretese, riesce meravigliosamente a mostrarci il profilo di un’arte che come poche riesce a coinvolgere, travolgere e sconvolgere la vita quotidiana sia di chi ne è consciamente e volontariamente “schiavo” e sia di chi la considera un semplice sottofondo per sottolineare i momenti più importanti della propria vita.

Perché, alla fine, tutti quanti abbiamo bisogno di un buon radar…  ELIDE FERRARI

l’articolo su IthinkMag

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Fratture a Feltrinelli Mestre. I dovuti ringraziamenti

Con discreto ritardo “tecnico” , Massimiliano Nuzzolo e la Jost desiderano ringraziare tutte le persone intervenute Mercoledì 23 alla presentazione del suo nuovo romanzo “Fratture” (Italic/peQuod). 

Un ringraziamento particolare va a Gloria e a Feltrinelli che ci hanno ospitato. Agli amici Roberto Turetta e Giampietro Manente che hanno presentato. Ugo, Ele, Toni, Guenda, Ricky, Igor, Tizi, Paolo, Davide, Elisa, ecc. I circoli arci tra tutti Pop Corn, Paso libre e Controvento. Un ultimo ringraziamento va a Giorgia Bolzonella che ha scritto un articolo sulla presentazione. Cliccate Qui per leggerlo. 

GRAZIE A TUTTI DI CUORE. Ci vediamo il 29 maggio a Feltrinelli Treviso

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SOLUZIONE su RARO!

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23 maggio ore 18.00 FRATTURE di Massimiliano Nuzzolo a FELTRINELLI Mestre

Mercoledì 23 maggio ore 18.00 

FRATTURE (italic/peQuod) nuovo romanzo di Massimiliano Nuzzolo

a Feltrinelli Mestre (Centro Le Barche 6° piano)

Insieme all’autore intervengono 

Roberto Turetta Presidente del Consiglio Municipale Comune di Venezia e Giampietro Manente insegnante e segretario  dell’Arci Venezia .

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