SOLUZIONE intervista su SIGMUND

SIGMUND intervista i Soluzione

Oggi intervistiamo i Soluzione, una band molto interessante e che abbiamo inserito tra i dischi migliori di Sigmund dello scorso anno con il loro album “L’Esperienza Segna”. Domani si esibiranno a Stazione Birra e per l’occasione abbiamo scelto di fare loro alcune domande sulla loro carriera artistica. Buona lettura!Ciao ragazzi, è passato un po’ di tempo da quando ci siamo incontrati a Quantaradio. Cosa ci raccontate? Siete soddisfatti del riscontro avuto dal vostro disco?
Ciao a tutti i lettori del blog.
Da Quantaradio ad oggi, ci siamo mossi parecchio. Sono accadute molte cose. Qualche incidente di percorso, abbiamo dovuto cambiare bassista in corsa, abbiamo iniziato la promozione live del disco, nei locali e in posti ‘non convenzionali’ come librerie o il Terra Cafè a Stazione Termini, e in parallelo un tour nelle radio (due in particolare sono state molto importanti per l’evoluzione della band: il live acustico e l’intervista a StereoNotte e lo Special di Demo, entrambi su Radio Rai Uno).
Il disco, fortunatamente e incrocio le dita mentre lo dico, ha avuto e continua ad avere un’ottima accoglienza e ottimi riscontri sia da parte della stampa e dei media, internet compresa, sia da parte del pubblico che inizia a seguirci sempre più numeroso ai concerti. “RUMORE” e “Suono” hanno di recente recensito in maniera a dir poco lusinghiera l’album e altri articoli sono in arrivo. Anche il passaggio ad un’agenzia internazionale come Grinding Halt Concerti è stata un’ulteriore prova che stiamo lavorando con costanza e serietà, che il disco si muove e che i Soluzione crescono e vengono apprezzati sempre più giorno dopo giorno. Come anticipazione invece ti dico che a breve, consultate Jost per la data esatta, sarà disponibile il nuovo singolo “Gene”, in cui duetto con Federico Fiumani dei Diaframma, a mio avviso, uno dei brani più intensi di tutto “L’esperienza segna”. Il singolo sarà accompagnato da tre tracce inedite.

Il nostro è un piccolo Blog, ma farà comunque piacere trovarsi tra i primi 10 dischi italiani del 2011, è un buon riconoscimento e leggendo la critica, il vostro “L’esperienza segna”, ha avuto delle splendide recensioni. Siete già pronti per un nuovo lavoro, almeno mentalmente o vi state concentrando esclusivamente per suonare dal vivo?
Sì, il disco come ti dicevo è stato accolto ottimamente dalla critica e non ti nego che vedere il nostro album “L’esperienza segna” inserito nella vostra classifica dei Migliori Dischi del 2011 è stato fonte di grandissima gioia, una classifica in cui spicca un album come “Herman” di Paolo Benvegnù che noi Soluzione stimiamo tantissimo. I SOLUZIONE ringraziano! In questo periodo stiamo pianificando gli appuntamenti da qui all’estate. Ma abbiamo imparato a procedere con calma. Proviamo parecchio, e ci capita di riguardare le registrazioni dei nostri concerti per migliorare il live. Personalmente, tra una prova e l’altra, sto approfondendo lo studio del pianoforte e leggo molto, guardo vecchi film, qualche mostra e qualche viaggio di tanto in tanto per crearmi nuove suggestioni pronte ad essere utilizzate nella composizione del nuovo lavoro. D’altra parte mi nutro di storie, personaggi, luoghi…

Ricollegandoci alla domanda precedente, cosa dobbiamo aspettarci dal futuro della vostra band?
Con il sorriso ti dico: «aspettativi molto» [Ride]. Come ti dicevo sto “campionando” materiale, immagini, idee, suoni, suggestioni e, ogni giorno, non appena rientro a casa, con il mio pc registro tutto ciò che mi passa per la testa, senza preoccuparmi della “forma”. È un approccio nuovo per me e sto sperimentando. Durante le prove in studio, lavoriamo per elaborare quelle idee, quel materiale “grezzo”, per dare loro una forma e una sostanza, per fare in modo che ciò che ho “immagazzinato” abbia una propria vita. Abbiamo già qualche pezzo pronto e molti embrioni di nuove canzoni. Parallelamente siamo molto presi ad ultimare un disco con il filosofo Manlio Sgalambro (coautore di vari testi di Franco Battiato). Un lavoro a cui teniamo davvero molto, cominciato qualche tempo fa e che ormai ha raggiunto quasi la sua forma definitiva. Diciamo in fase di “Ottimizzazione”. Posso dirti che si muove tra atmosfere rarefatte, spaziali, e sonorità electropop, un recupero dell’elettronica dei tempi andati, con un sound assai prezioso, sempre attento alle melodie, ma pure estremamente sperimentale. I Kraftwerk e Battiato saranno fieri di noi [Ride]. Un album pieno di sorprese, questo è certo! Per “L’esperienza segna” abbiamo tentato di portare la filosofia di Jean Paul Sartre nella canzone “pop”, nel rock intimista, nella new wave, e nel nuovo lavoro tenteremo un’evoluzione, ovvero di catturare l’elettricità e il brio di Sgalambro per ritornare ai nostri primi amori, appunto la poesia e l’elettronica… Ho già detto troppo… Spero di avervi incuriosito…

Vi troviamo un gruppo musicalmente maturo e pieno d’energia, eppure come per tante altre band, sappiamo che la strada per emergere è sempre dura. I vostri testi non sono affatto scontati e ci avvicinano a quella musica d’autore troppo spesso dimenticata proprio da chi avrebbe il compito di promuoverla. La lingua italiana in questo senso aiuta o ostacola secondo voi per arrivare alle radio e agli altri media?
Noi cantiamo in italiano perché è la nostra lingua. Tieni presente, è naturale, che ci sarà sempre chi guarda all’estero come al miracolo e non comprende né il meticoloso lavoro di innovazione sulla propria lingua, né l’importanza di conservare ciò che il tempo rischia di cancellare, così come dall’altra ci sarà sempre chi non capisce la musica indipendente, cantata in italiano o meno, figuriamoci quella che richiede maggior impegno per essere compresa. Però se fai un buon lavoro hai la coscienza pulita e qualcosa accade come sta accadendo per il nostro disco. Le difficoltà ci saranno sempre e penso che un po’ sia dovuto alle regole che il mercato impone. Oggi c’è una frenesia sconcertante. Se mi fermo e mi guardo intorno, mi rendo conto che tutti corrono, compreso il sottoscritto… Non c’è nemmeno il tempo di prepararsi un pranzo come si deve, figuriamoci se si riesce a trovare la voglia di ascoltare canzoni che ci richiedono più “impegno” del previsto. Meglio qualcosa di leggero, veloce, indolore… e che tra due mesi sarà completamente rimosso… La stragrande maggioranza di chi promuove e opera nel settore, vive la stessa frenesia, il tempo per loro è solo denaro (frase che mi è stata detta l’altro giorno da un gestore di un locale). Che si canti in Italiano, in inglese o in cirillico se va di moda e porta “compensi” ti accoglieranno sempre a braccia aperte… [ride]

Quando potremo vedervi di nuovo live nella nostra città?
Il prossimo appuntamento è il 22 febbraio a Stazione Birra, ma so per certo che Grinding Halt sta preparando una cosa molto bella a cui prenderemo parte. Ogni tanto poi ci divertiamo a fare dei Secret Show improvvisati nei posti più impensabili e per un pubblico super selezionato il giorno stesso, è divertentissimo. Non hai sulle spalle il peso di un concerto ufficiale e vengono fuori le cose più impensabili… Se siete in zona seguite le X [Ride]

In conclusione, vi chiedo di raccontare qualcosa della vostra musica, del vostro sound ai nostri lettori.
Siamo un trio che suona e si diverte studiando. Ci applichiamo come monaci tibetani. La musica è presente in tutto ciò che facciamo (io poi insieme a mio fratello cerco di fare pure il produttore in Jost Multimedia). Sì, perché ci siamo scordati di dire che Jost, ideata insieme a Massimiliano mio fratello e già conosciuto come scrittore, è una label molto attiva sul territorio nazionale che non si occupa solo dei Soluzione. Una piccola realtà che fa interagire svariate discipline oltre alla musica (scrittura, video, fotografia, danza, teatro, illustrazione) ed è composta da artisti che stanno in vari posti in Italia e all’estero. Per noi Soluzione, ma penso si potrebbe applicare anche a Jost, l’idea di fare musica è quella di fondere come in una “soluzione chimica” più elementi per ottenere un composto più ricco e soprattutto “stabile”. Nessun limite alla tecnica, fossero anche due note, ma sempre ben suonate, un’attenzione alla melodia e un amore totale per la sperimentazione e per tracciare legami tra i generi musicali. L’impronta, ovviamente, è quella new wave, nell’accezione più vasta del termine. A fartela semplice per davvero, perché fare degli accostamenti non mi piace molto, chi ascolta i Soluzione può ritrovare, in base alla sua conoscenza della musica, The Cure, Depeche mode, i primi Litfiba, ma anche i Chemical Brothers o i Radiohead e molto altro, ma tutto in modo originale. È come se li avessimo assorbiti per osmosi da bambini ad oggi e componessero il nostro DNA ma non la nostra musica… Il tutto rigorosamente cantato in lingua italiana. ciao e grazie.

 
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