FRATTURE su SCRITTEVOLMENTE

cover_nuzzolo1Davide Dotto recensisce su SCRITTEVOLMENTE il romanzo di Massimiliano Nuzzolo.

Cerco disperatamente una persona che abbia ancora l’anima e che possa prestarmela. Ne avrò molta cura. Promesso, è una cosa seria.

Da questa insolita richiesta d’aiuto, tutto ha inizio. Elisa non chiede cosa sia l’anima, non ne vuole la definizione: nelle sue parole, che rischiavano di passare inosservate, vi è l’ansia di chi ha perduto per strada qualcosa di importante, e non sa dove andarla a recuperare. Domandare a prestito un’anima, sperando che qualcuno ce l’abbia da qualche parte, non è cosa da poco. In precedenza Elisa si è impegnata in un’estenuante ricerca, fotografando di tutto: insetti, foglie morte, carcasse di animali. Diventa una smania, la sua, con pretese artistiche tanto che, come Leonardo e Michelangelo un tempo, si spingerà oltre:

Ciò di cui avevo bisogno era un vero morto in stato di decomposizione avanzata. E di poterlo fotografare in tempi diversi, per analizzare in modo adeguato ogni singolo cambiamento.

Ecco il punto: in che modo un corpo, prima pulsante e vivo, incede inesorabilmente verso il nulla? Cosa lo aveva separato fino a ora dagli abissi? Cosa significa, tutto a un tratto, cessare di esistere, non avere l’anima? Un incidente ha posto Thomas sulla strada di Elisa. La mente è resettata, intonsa, linda, priva di contenuti. Non conosce la persona che è stata, lo sanno gli altri per lui. Ha perso tutto, non semplicemente dimenticato. I ricordi sono irrecuperabili. Si è aperta una falla, anzi, una frattura. In tale stato fa sue le domande urgenti di Elisa. Anche Thomas ha bisogno di fare un inventario: raccoglie e classifica oggetti, attribuisce loro un significato, un numero, una descrizione, sperando di trovarvi qualcosa che vada oltre la consistenza di cose…

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FRATTURE su PULP!

pulp 101Con immenso piacere segnaliamo

la recensione di FRATTURE su PULP giornale dei libri

n° 101 gennaio/febbraio

Pulp_Nuzzolo_1

KYRIE su STORIADELLAMUSICA

Con grande piacere segnaliamo la rece al nuovo lavoro dei Kyrie uscita su Storia della Musica.

LO SPLENDORE FRONT_ bassaKyrie Lo Splendore del Mattino che Viene
di Marco Salanitri
Pochi mesi fa, nel giugno 2012, un gradito e atteso ritorno quello dei Kyrie, dopo 8 anni di assenza dalle scene. Li avevamo lasciati nel 2004 con l’entusiasmo suscitato dall’ottima new wave de Le meccaniche del quinto, esordio ufficiale per PmA Records dopo anni di demo e autoproduzioni (ben 4, di cui un doppio). […] Un lavoro di ricerca proseguito nel tempo, culminato nel precedente lp e ulteriormente sviluppato in quest’ultimo. Le sonorità, fattesi più asciutte e scarne, sono ben rese da un uso meno massiccio di elettronica e sintetizzatori che lasciano il posto alle chitarre elettriche o ad avvolgenti arpeggi elettro-acustici e ad una sezione ritmica più secca e, in alcuni episodi, più aggressiva. Il gruppo sembra puntare più all’essenza, quella vitale dei pezzi, e ad un maggiore intimismo, scevro da eccessive architetture ed arzigogolii sonori.

Rimane pur sempre notevole il tributo a certa new wave che ha caratterizzato il ventennio 80-90: dagli Smiths ai The Church passando per Echo & The Bunnymen, Ultravox fino a giungere all’apice indiscusso su cui troneggiano i Cure, per cui la band di Sciortino non ha mai celato un amore incondizionato. Amore che forse in alcuni momenti finisce per costituire un limite, soprattutto quando il gioco di rimandi e riferimenti stilistici si palesa eccessivamente, sarebbe certo interessante veder definitivamente tagliato questo cordone ombelicale e vedere il gruppo elaborare un registro definitivamente peculiare.
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FRATTURE su KATHODIK

cover_nuzzolo-2Una nuova recensione di “FRATTURE” è uscita oggi su Kathodik

“Potremmo sintetizzare il romanzo di Massimiliano Nuzzolo come un continuo susseguirsi di “fratture”, da quelle enormi e tragiche che segnano le vite dei due protagonisti Elisa e Thomas, a quelle più sfumate, ma terribilmente attuali, che fanno da contorno alle vicende principali e di cui sono attori anche i loro amici e i parenti.
Elisa, personalità complessa che non sostiene il peso dell’agghiacciante quotidianità di una famiglia borghese, fino a spingersi a tentare il suicidio che sancirà la frattura tra quello che lei era e quello che tenterà di ricostruire…”

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