Ancora Sette su ROSA SELVAGGIA!

Ugo Sette è un giovane scrittore “nato per caso a Parigi” che ha esordito con racconti su alcune antologie. “Colpo d’oppio” contiene invece i suoi primi due romanzi, “L’alieno” e “L’importanza di essere Ugo ovvero a me (mi) piace la morte perché mi fa capire che sono vivo”, entrambi con forti connotazioni autobiografiche. Ne “L’alieno” il protagonista Ugo è un inventore di oggetti strani che vive nella città veneta di Q. (nonostante la sola iniziale, il contesto regionale della storia è evidente). Partendo dalla morte della nonna, affrontata con apparente cinismo, Ugo si trova coinvolto suo malgrado in una serie di situazioni grottesche, collocandosi appunto come “alieno” rispetto a un mondo circostante provinciale, meschino e massificato, sempre pronto a giudicare e condannare chi osa uscire dalle consuetudini. Se la vicenda-perno è l’uccisione di un cane per legittima difesa da parte del protagonista, con conseguente processo ai limiti del surreale, capitolo dopo capitolo ci viene mostrata una carrellata di personaggi bersagliati per la loro stupidità: dalla (ex) fidanzata opportunista di Ugo, Marianna, al proprietario del cane ucciso, Baragozzi, che arriva a chiedere la pena di morte per il reo confesso, dai fighetti pseudo-intellettuali che animano il cinema di Q. nella serata con biglietto ridotto, al noto ma innominato presentatore televisivo della Rai che, preso da “un delirio di onnipotenza”, ci prova spudoratamente con il nostro inventore durante le registrazioni di una trasmissione. Rispetto a questa sfilata di macchiette si elevano come coprotagonisti positivi Marzio, l’amico scrittore di Ugo (personaggio assai complesso che vi lascio scoprire da soli), e Laura, animalista militante e intelligente. De “L’alieno” colpisce soprattutto lo stile secco e conciso, con frasi lapidarie e d’effetto, cariche di disincanto e tagliente ironia sulla società occidentale contemporanea.
Il secondo romanzo “L’importanza di essere Ugo…” è il prequel de “L’alieno”: qui Ugo racconta di se stesso dal momento in cui, ancora studente universitario di Antropologia Filosofica, inizia a frequentare un corso di scrittura creativa organizzato nella città di Q. Saltando fra noiosi esercizi di pianoforte imposti dalla madre, qualche esame all’università, gli appuntamenti con la fidanzata Martina, discendente da una famiglia di streghe e lei stessa fattucchiera, e avventure occasionali, Ugo imbroglia i compagni del corso e il docente Imìl Zozougi spacciando per propri dei racconti palesemente copiati da alcuni grandi della letteratura. Ma l’unica ad accorgersene è Francesca, affascinante sessantenne co-organizzatrice del corso, la quale, in punto di morte, darà l’input a Ugo su cosa fare della propria vita. Ammetto che “L’importanza…”, pur piacevole e dotato di profondità dietro al suo linguaggio estremamente diretto, mi è sembrato leggermente meno affascinante de “L’alieno”, forse anche a causa di alcuni dei racconti-plagio inseriti che, troppo lunghi, tendono ad appesantirne la lettura, di per sé scorrevolissima. Presi nell’insieme, i due romanzi sono totalmente complementari fra loro, e si offrono come buona prova per uno scrittore capace di far riflettere sulle assurdità della vita con tono scanzonato e dissacrante. (Fabio Degiorgi) Trovi l’articolo qui
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KATHODIK recensisce SETTE e il suo “COLPO d’OPPIO”

colpo_d_oppio“Colpo d’oppio” non è tanto un titolo quanto una spiegazione di quello che ci si trova tra le mani: il volume infatti comprende due distinti romanzi “L’alieno” e “L’importanza di essere Ugo ovvero a me (mi) piace la morte perché mi fa capire che sono vivo” scritti in tempi differenti ma collegati tra loro.
Il filo conduttore è la vita di Ugo che troviamo già adulto universitario-inventore in “L’alieno”, titolo che spiega già quello che è il suo stile di vita, più osservatore delle vicende che gli accadono che protagonista attivo. Ugo (mi piacerebbe sapere quanto c’è di autobiografico) si trascina nella provincia anonima di un nord-est in pieno declino più morale che industriale senza lasciarsi coinvolgere dallo scenario che circonda la sua esistenza… continua a leggere Qui

FRATTURE su MUCCHIO

cover_nuzzolo1Ringraziamo Liborio Conca per la recensione a “FRATTURE” uscita su MUCCHIO.

“Scrive con leggerezza ricercata – non ostentata: ricercata – Massimiliano Nuzzolo, e intreccia parole come stesse scrivendo canzoni. Del resto il suo romanzo precedente si intitolava L’ultimo disco dei Cure, e anche Fratture abbonda di riferimenti musicali, brani che fanno da sfondo ideale alla narrazione. Fratture è un dialogo a due voci, come un canto che si alza in una sera di racconti, bevute, storie…”

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Domenica 19 Maggio FRATTURE a VILLA POZZI Gazzera

Villa Pozzi Q16 19 maggio web3Domenica 19 maggio, ore 11.00,

il romanzo FRATTURE
prosegue il suo tour di presentazioni e sarà ospitato in VILLA POZZI sede del Centro Studi Storici di Mestre in Via Gazzera Alta, 46 – 30174 Mestre (Ve).
L’evento è organizzato dai ragazzi del circolo ARCI Q16 in collaborazione con la Municipalità di Chirignagno Zelarino.

Partecipano Massimiliano Nuzzolo, autore del romanzo, Gianpietro Manente, insegnante e Stefano Schio che leggerà alcuni brani selezionati. Seguirà momento di ristoro e scambio ricreativo 🙂 e a buon intenditore…

Sab 11 maggio FRATTURE a CALICI DI PAROLE

Calici di ParoleSAB 11 MAGGIO ore 18.00

FRATTURE partecipa a CALICI DI PAROLE,

il festival del libro e del vino a RIESE PIO X (TV)
Massimiliano Nuzzolo verrà intervistato da MICHELE MARCON di FINZIONI MAGAZINE. Legge STEFANO SCHIO

Per il programma clicca sull’immagine.

CALICI DI PAROLE – La Caneva dei Biasio. Via Cendrole 7 – 31039 info@lacanevadeibiasio.it