THRILLER MAG intervista Massimiliano Nuzzolo

THRILLER MAGAZINE (che ha recensito “Fratture”)

intervista Massimiliano Nuzzolo:

si parla del romanzo, ma anche di vita, di Jost, di Soluzione, di video, di nuovi libri, ecc. ecc…

Credo che le vite di Thomas ed Elisa, proprio per il carattere che li contraddistingue, appartengano esclusivamente a loro stessi e stiano in perfetto equilibrio, o disequilibrio se lo si preferisce, tra scelte e vuoti…

Buona Lettura QUI

 

 

APULIAMAGAZINE intervista UGO SETTE

colpo_d_oppioRosalia Chiarappa di APULIAMAGAZINE

intervista il nostro Ugo Sette

e parla insieme a lui del romanzo “Colpo d’oppio“, della Jost, dei Soluzione, dell’Italia, della Puglia e di Berlino

Per leggere l’intervista clicca QUI

“Colpo d’oppio” di Ugo Sette su RUMORE

“Colpo d’oppio” su L’ERBA DELLA STREGA

Il Ns piccolo Ugo sta spopolando e noi tutti qui a Jost ne siamo entusiasti, d’altra parte l’abbiamo scelto, segnalato e promozionato. Ed ora gli amici dell’ERBA DELLA STREGA (portale di cultura dark) lo hanno recensito per voi.

UGO SETTE “COLPO D’OPPIO” Immaginate di prendere Camus e di farlo stare nel 2012 per un mesetto circa. Cosa ne viene fuori? Probabilmente un racconto (anzi, due) simile a Colpo D’Oppio di Ugo Sette. Il personaggio delle due storie (il prequel come prassi è messo al secondo posto) vive in una cittadina del Nord Est chiamata Q, ma potrebbe benissimo essere Mestre, e vive le sue giornate da universitario inventando cose, annoiandosi, bagnandosi continuamente nell’assurdo della quotidianità. A livello puremante tecnico, il libro mostra una serie di deja vù letterari, ma amalgamati e interpretati in modo tale da risultare avvincenti e coinvolgenti. In un epoca in cui è difficile inventare qualcosa di veramente nuovo, la reinterpretazione personale è una delle doti migliori che un autore possa avere, e Sette ce l’ha eccome. Rock and Roll, violenza malsopportata, amori sbilenchi, apatia, cinismo, dolore malcelato e la cruda realtà. Questo e molto di più tra le pagine di Colpo D’Oppio. Vi sorprenderà.  http://www.lupoeditore.it Max1334 Leggi la rece qui

 

Ugo Sette sul Blog LIBRI – La REPUBBLICA Bari!

http://libri-bari.blogautore.repubblica.it/2012/09/10/letture-estive-gli-editori-pugliesi-consigliano-16/

Ugo Sette e “Colpo d’oppio” sul SUDEST!

“Colpo d’oppio” di Ugo Sette, lo sguardo dell’alieno Ugo sulla realtà contemporanea di Micaela Ricci
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 Si chiama Ugo il protagonista di “Colpo d’oppio. Due romanzi”, come il suo autore Ugo Sette, alieno in un mondo di cui non accetta le convenzioni e le ipocrisie. Più che di un romanzo in senso stretto, il libro è un building romance composto da due storie, “L’importanza di chiamarsi Ugo-a me (mi) piace la morte perchè mi fa capire che sono vivo” e “L’alieno”, con un protagonista che cerca di districarsi tra le difficoltà e il vuoto morale della società contemporanea. Ugo Sette, originario di Mestre, laureato in Antropologia filosofica, in continuo viaggio tra l’Italia e Berlino, ha iniziato il suo esordio narrativo con il racconto “Io, il Walkman e Sara” sull’antologia “La musica è il mio radar”; è al suo secondo romanzo, dopo il primo “L’importanza di chiamarsi Ugo”.Ambientato nella città di Q, rimando letterario alla città di K della trilogia di Àgota Kristòf, il romanzo presenta una cittadina del nord-est d’Italia, una realtà provinciale ma che diventa il simbolo di tutta l’Italia, con i suoi molteplici e variegati aspetti. I riferimenti letterari, da Kafka allo “Straniero” di Camus a Wilde (evidentemente ripreso nel primo racconto), echeggiano tra le pagine del romanzo e raccontano le vicende di un ragazzo diverso rispetto agli stereotipi della società ma che utilizza la propria diversità per denunciare l’intolleranza e il razzismo della società contemporanea… Continua a leggere qui

Con immenso piacere segnaliamo la prima rece a COLPO D’OPPIO del ns piccolo Ugo Sette

“Colpo d’oppio”, ovvero il dissacrante mondo dell’Alieno Ugo Sette.“Colpo d’oppio”, ovvero il dissacrante mondo dell’Alieno Ugo Sette.

Lente d’ingrandimento sul vuoto gioco di ruoli della società Italiana. di Monica Serra

 “Believing the strangest things, loving the alien”.

E’ con le parole di David Bowie, che Ugo Sette ci introduce alle avventure tragicomiche del suo protagonista, Ugo, alieno in una città di extraterrestri nel Nord-Est Italia dominato dal pensiero Leghista. Compresi entrambi nell’opera “Colpo d’oppio”, i due romanzi “L’Alieno” e “L’importanza di chiamarsi Ugo- a me (mi) piace la morte perché mi fa capire che sono vivo”, descrivono con ironia tagliente il vuoto culturale ed esistenziale in cui è sprofondata l’Italia contemporanea. Q., non è un semplice richiamo Kafkiano per indicare la città in cui Ugo vive, ma è anche la rappresentazione dell’Italia stessa, con tutte le sue contraddizioni, le sue manie e le sue paure.
Ugo è l’Alieno che ci mostra l’assurdità della nostra società. Inventore e, occasionalmente, studente Universitario, ne “L’Alieno” il protagonista si ritrova, suo malgrado, coinvolto in un grottesco processo, accusato di aver ucciso un cane, se pure per legittima difesa.
In un susseguirsi di battute e testimonianze, la colpa di Ugo prende le forme di una rappresentazione dell’assurdo, in cui tutti i nodi della sua vita vengono riportati in scena: dall’ex-ragazza, al vicino impiccione, all’amico pusher, fino all’innamorato della nonna da poco deceduta. Ugo viene descritto come un’anima insensibile, incapace di mostrare il dolore per la morte con segni concreti, come le lacrime. E proprio la morte diviene l’unica chiave tramite cui riabilitare il senso della vita. Ugo, insieme all’unico personaggio positivo, Marzio, sfida una società ipocrita, che tenta di esorcizzare la morte nascondendola dietro falsi riti. Se esiste un significato dell’esistenza umana, Ugo lo ricerca nell’ossessiva analisi dei cadaveri.
La morte è una cosa strana. Vogliamo abituarci a morire ogni giorno, nemmeno fossimo allievi di Seneca. Però stare vicini a un morto è bello, perché senti la vita e puoi capire cosa ti perdi ma pure ciò che non hai.
In un richiamo all’esistenzialismo de “Lo Straniero”, di Albert Camus, Sette colora i pensieri del suo Ugo di un sarcasmo nero, dietro cui si nasconde una riflessione profonda sul modo in cui “essere” e “apparire” si riflettono nella società, in uno specchio deformante.
“L’importanza di chiamarsi Ugo”, chiaro riferimento ad Oscar Wilde, è il prequel de “L’Alieno”, in cui l’animo di Ugo è quello ancora ingenuo, innocente, non ancora macchiato dall’insensatezza della vita. Con acuta ironia, il protagonista si fa beffa dei finti maestri della comunità in cui viviamo, mescolando allo scherno, la tenerezza dello sguardo di un ragazzo, che tenta di svincolarsi dalle grinfie di un’Italia in cui il premier può affermare impunito, “Dovremmo avere tanti soldati quante sono le belle ragazze”. Passo dopo passo i pensieri di Ugo prendono una forma sempre più precisa, e il suo sguardo cinico e profondo diviene più definito. Gli assoli di chitarra elettrica lasciano il posto all’amore per l’invenzione, nel tentativo di fare qualcosa di buono per il genere umano. Brillante, esilarante, e a tratti malinconico, Sette descrive un mondo dell’assurdo, grottesco e insensibile, in cui Ugo l’Alieno rappresenta la sola umanità possibile in un mondo di extraterrestri. Ma questi sono solo gli “Appunti per un mondo migliore”. Ashes to ashes, funk to funky.

Verdetto:Lettura sottile e divertente che conduce con leggerezza ad un’analisi acuta della società Italiana.

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E’ in libreria COLPO D’OPPIO romanzo d’esordio di Ugo Sette. Prefazione di Aldo Nove

Dopo infinite vicissitudini tra cui il fallimento di Edizioni di Latta e le 12.000vittoriuzze (vd tra le varie La Luna di Traverso “Fantasmi”), la partecipazione alla sublime antologia “La Musica è il mio Radar” (Mursia) curata dal ns Massimiliano Nuzzolo, possiamo ben dire di aver creduto in lui ed averlo cresciuto (a ns spese :)). Abbiamo fatto bene? Lo scopriremo solo leggendo.

E’ in libreria COLPO D’OPPIO (già nel titolo le citazioni si sprecano). Prefazione del grande ALDO NOVE, mito di Ugo e assai stimato da noi umili lettori di provincia. L’editore LUPO ulula nella notte al pensiero di lauti guadagni e riduzioni cinematografiche e Antonio Miccoli che l’ha voluto nella Collana InBox alza il pollice e dice Italia 1 (ma pure frasi onomatopeiche in dialetto salentino rivolte a Ugo). Siam seri, suvvia,bando alle ciance.

Ambientato a Q (come K fu la leggendaria città della trilogia di Àgota Kristòf), città del non-piùricco Nordest ma luogo qualsiasi della provincia italica, ispirato allo “Straniero” di Camus, “L’alieno” è un romanzo diverso. Immerso in atmosfere letterarie, le trasferisce ai nostri giorni e tempi bui, in modo ironico, grottesco, provocatorio, per un percorso irriverente nella conoscenza e nella diversità. Il protagonista, Ugo, giovane universitario e inventore di cose assurde, epigono moderno del più noto Mersault, abita il suo mondo quasi per caso, lo vive in modo distaccato, un mondo con cui non ha nulla da spartire e che può osservare nella sua completa Assurdità. Tutto appare comico, cinico, grottesco, disarmante e dissacrante in quella sua incapacità di trovare il bandolo della matassa, disseminando la strada di domande ricorrenti sulla Morte, la Felicità, l’Amore, la Vita e la condizione di Essere Umano. Il piccolo successo ottenuto presentando le proprie invenzioni in una trasmissione di un’emittente televisiva locale non gli basta a giustificarsi come Uomo e nemmeno lo interessa. Lui non è un tronista e nemmeno un politico. La vicenda si dipana così tra cronache familiari al limite della farsa e del teatro dell’assurdo, personaggi che sembrano uscire direttamente da libri e film, e un angosciante e kafkiano processo dal registro assai comico, ma che a guardare bene non è tanto distante dalla realtà annunciata quotidianamente da giornali e tg nazionali.  E dal romanzo emerge con forza il vero tema del libro, il “diverso” e con esso il razzismo serpeggiante nella nostra società. Alieno, in fondo, è ciascuno di noi di fronte all’Assurdità del Mondo.

L’importanza di essere Ugo è il “prequel” de L’alieno. Building romance, dal titolo ammiccante alla commedia di Wilde, mette crudelmente a nudo la dicotomia tra essere e apparire nella società moderna, l’idiosincrasia che nasce tra sogno che si vorrebbe vivere e la vita che si vive con le sue costrizioni. Politicamente scorretto, tra amore e bizzarrie, prese di coscienza e creazione di nuove identità, si scaglia contro razzismo e politica, ironizza sulle scuole di scrittura, sulle ambizioni illusorie, sulla tv e lo showbiz, fino a toccare temi scottanti come l’eutanasia e la teledipendenza, restituendo una disamina cinica e divertente della nostra società. Con una concezione neo-leonardesca rimette l’uomo al centro del mondo, l’importanza di essere se stessi e rendersi utili per il genere umano, vi presenta Ugo e il suo mondo talmente reale da sembrare allucinatorio.

DUE ROMANZI IN UN COLPO D’OPPIO.  Acc’ttativello!

Sabato 31 marzo ore 22.00 – SOLUZIONE in concerto all’ARCOBALENO

Sabato 31 marzo ore 22.00 – Soluzione in concerto all’ARCOBALENO

Circolo Arci Arcobaleno – Via Pullino 1 – Roma (Metro Garbatella) 

in collaborazione con QUANTARADIO

Tornano live i Soluzione per presentare il nuovo singolo “Gene” featuring Federico Fiumani dei Diaframma in uscita. Tratto dal nuovo lavoro “L’esperienza segna” (jost/audioglobe) molto apprezzato da pubblico e critica, i Soluzione vi porteranno per mano tra sonorità wave e rock, in cui la nuova canzone d’autore della band romana saprà coinvolgervi e toccarvi profondamente.  

Puoi già ascoltare il nuovo singolo “Gene” nelle playlist di Out, Sigmund, Solid Quanta Radio, Circuito Radio Stella, Cometa Radio (+ intervista), radio Tadino (+ intervista),  OndaRock OnAir, Atomico radio, Rai Radio Uno (podcast) e molte altre radio italiane.

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