“La felicità è facile” su Nuova, Mattino e Tribuna

la felicità è facile_nuzzolo cover1Le pagine nazionali del 10 gennaio di Nuova Venezia, Mattino di Padova e Tribuna di Treviso dedicano il primo e splendido articolo firmato da Nicolò Menniti Ippolito alla “La felicità è facile”.

Nuzzolo e l’assurdità dell’esistenza

Continua a leggere ““La felicità è facile” su Nuova, Mattino e Tribuna”

THRILLER MAG intervista Massimiliano Nuzzolo

THRILLER MAGAZINE (che ha recensito “Fratture”)

intervista Massimiliano Nuzzolo:

si parla del romanzo, ma anche di vita, di Jost, di Soluzione, di video, di nuovi libri, ecc. ecc…

Credo che le vite di Thomas ed Elisa, proprio per il carattere che li contraddistingue, appartengano esclusivamente a loro stessi e stiano in perfetto equilibrio, o disequilibrio se lo si preferisce, tra scelte e vuoti…

Buona Lettura QUI

 

 

FRATTURE su LIBRERIAMO!

Ringraziamo LIBRERIAMO per la bella recensione di “FRATTURE

cover_nuzzolo1”Fratture” di Nuzzolo, da ogni strappo si ricostruisce la vita

A volte capita di imbattersi realmente in romanzi appassionanti, piacevoli e godibili per il pregio della storia e la finezza della lingua tanto da essere adatti ad un pubblico vasto ed eterogeneo, romanzi ricchi di sottili citazioni musicali, letterarie, cinematografiche e allo stesso tempo di ritrovarsi ad affrontare quasi senza accorgersene importanti tematiche. Per “Fratture” romanzo di Massimiliano Nuzzolo, edito da Italic/PeQuod, si tratta di una di quelle volte. Il testo svela da subito le sue carte, nelle dediche a Camus e a Goethe…

Leggi tutta la recensione qui

FRATTURE su SCRITTEVOLMENTE

cover_nuzzolo1Davide Dotto recensisce su SCRITTEVOLMENTE il romanzo di Massimiliano Nuzzolo.

Cerco disperatamente una persona che abbia ancora l’anima e che possa prestarmela. Ne avrò molta cura. Promesso, è una cosa seria.

Da questa insolita richiesta d’aiuto, tutto ha inizio. Elisa non chiede cosa sia l’anima, non ne vuole la definizione: nelle sue parole, che rischiavano di passare inosservate, vi è l’ansia di chi ha perduto per strada qualcosa di importante, e non sa dove andarla a recuperare. Domandare a prestito un’anima, sperando che qualcuno ce l’abbia da qualche parte, non è cosa da poco. In precedenza Elisa si è impegnata in un’estenuante ricerca, fotografando di tutto: insetti, foglie morte, carcasse di animali. Diventa una smania, la sua, con pretese artistiche tanto che, come Leonardo e Michelangelo un tempo, si spingerà oltre:

Ciò di cui avevo bisogno era un vero morto in stato di decomposizione avanzata. E di poterlo fotografare in tempi diversi, per analizzare in modo adeguato ogni singolo cambiamento.

Ecco il punto: in che modo un corpo, prima pulsante e vivo, incede inesorabilmente verso il nulla? Cosa lo aveva separato fino a ora dagli abissi? Cosa significa, tutto a un tratto, cessare di esistere, non avere l’anima? Un incidente ha posto Thomas sulla strada di Elisa. La mente è resettata, intonsa, linda, priva di contenuti. Non conosce la persona che è stata, lo sanno gli altri per lui. Ha perso tutto, non semplicemente dimenticato. I ricordi sono irrecuperabili. Si è aperta una falla, anzi, una frattura. In tale stato fa sue le domande urgenti di Elisa. Anche Thomas ha bisogno di fare un inventario: raccoglie e classifica oggetti, attribuisce loro un significato, un numero, una descrizione, sperando di trovarvi qualcosa che vada oltre la consistenza di cose…

Continua a leggere su SCRITTEVOLMENTE

FRATTURE su PULP!

pulp 101Con immenso piacere segnaliamo

la recensione di FRATTURE su PULP giornale dei libri

n° 101 gennaio/febbraio

Pulp_Nuzzolo_1

SOLUZIONE su DARKITALIA

L’intervista ai SOLUZIONE

Immagine

SOLUZIONE su IN GIRO. L’intervista

 

In-Giro incontra… Soluzione

Questa sera, nel salotto virtuale della ‘giungla equo&musicale’ di In-Giro. net, accogliamo i: Soluzione

Rock Band nata alla fine degli anni ’90 nel veneziano, che ‘mistura’ note, voci, e strumenti dando vita ad un’esplosione di energica architettura musicale…

L’ESPERIENZA SEGNA è il loro nuovo lavoro con la partecipazione di tre speciali ospiti, Mao, Garbo e Federico Fiumani dei Diaframma e un set di videoclip realizzati da giovani filmaker internazionali segnalati nei festival tra Italia, Europa e Sud America. Un lavoro profondo e maturo e allo stesso tempo estremamente godibile per i Soluzione, lavoro che esplora la Vita, la parola e il linguaggio, le relazioni tra gli esseri umani e le loro contraddizioni in un’epoca schiacciata da intermezzi televisivi e slogan che nascondono il Nulla mentre il Mondo continua a dondolare pericolosamente affacciandosi al baratro. Tra New Wave, atmosfere “dark” e pop d’autore, Esistenzialismo e poesia, strizzando l’occhio agli anni ’70 (e a Stanley Kubrick), pervadendo tutto di un’amara ironia e di una malinconia degna degli chansonnier francesi e dei poeti “maledetti, un piccolo gioiello moderno.

Salve ragazzi! Mettetevi comodi, c’è spazio per tutti! Sorseggiamo un tè (virtuale anch’esso), mentre ci appropinquiamo a dissetare la nostra arsura del ‘sapere musicale’…

Ciao a tutti. Buonissimo questo tè! E’ un Earl Grey? Credo che ne prenderò subito un’altra tazza!

La prima domanda è: Cosa vi aspettate dalla musica, esattamente al suo contrario… Cosa credete che la musica si aspetti da voi….?

Paragono la Musica ad un’amante, una splendida donna da amare, da sedurre, con cui fantasticare, che non è mai stanca se non sei stanco tu, che anche quando ti perdi sa sempre dove trovarti, che… quando non sai cosa dire, attacchi il jack e Suoni! …E tutto diventa magia. Da bambino, davanti alla pianola Bontempi, schiacciavo tasti, bianchi o neri che fossero non importava: se ciò che facevo mi piaceva, allora andava bene. Oggi, ovviamente molto è cambiato. Dietro quei tasti bianchi e neri c’è un mondo complesso fatto di amore, gioia, sofferenza, lavoro, di rincorse a perdifiato e molto altro. Nel disco “L’esperienza segna” ho cercato di raccontare tutto questo, rendendo “melodico” e “armonioso” anche quelle cose che per natura non lo sono necessariamente… un disco che racconta la mia vita, quasi fossi lo spettatore di me stesso. Tredici canzoni che simboleggiano la distruzione e la rinascita della vita, passando attraverso la negazione dell’esistenza e l’annientamento di ogni valore. In effetti, se ci pensi, oggi è un buon momento per ricominciare da zero. Tutto sembra completamente immobile, eppure le cose cambiano ugualmente. Da un apparente immobilismo si possono trovare delle brillanti idee e sviluppare grandi progetti (che nemmeno ti saresti sognato)… Per citare una nostra canzone, in “Pensiero in movimento” ho cercato di raccontare questo, ho cercato di trasmettere la mia voglia di essere più “leggero” e pronto a partire, il desiderio sincero di essere libero da immagini stereotipate. Con la massima umiltà temo che la Musica non si aspetti nulla da noi… è semplicemente uno stato più “alto”, sta semplicemente lì. Siamo noi a goderne.

Avete scelto uno strumento complesso per ‘dire e dare’ di voi stessi… Il pianeta della musica, a nostro avviso, ha spazio per tutti, ma ahimè, non per tutti è così….. Dal vostro cantautorato ‘impregnato’ di rock qual è il messaggio che lasciate scivolare sui palchi…?

Di essere e rimanere liberi. L’arte mi ha insegnato a non avere barriere, vincoli, costrizioni. Suono per questo, per comunicare quello che sento, nel modo che meglio mi veste, facendolo nel modo che conosco. Questo comporta anche esporsi e quindi offrire spesso il fianco, ma in fondo è un rischio che ho imparato ad affrontare e mi piace moltissimo. Per citare provocatoriamente un illustre letterato “Non importa che se ne parli bene o male, l’importante è che se ne parli”… Perché in fondo è questo che vogliamo che accada. Se possiamo essere il pretesto per una discussione, per uno scambio di idee tra persone, abbiamo raggiunto un grande scopo.

Cosa volete che ci si ricordi andando via da un vostro concerto …?

Di passare al banco del merchandising per comprare il cd e la maglietta (per sostenere ciò che piace e per darci una mano). Mi passi un pasticcino?

Certamente….assaggia questo all’aroma di betulla… Che nome dareste alla sensazione provata quando gli strumenti si uniscono per dar voce al vostro progetto?

Soddisfazione

Riconosciamo l’Entità dei Soluzione… In che modo avviene la fusione armonica delle tracce elettroniche con il rock?

In modo del tutto naturale. Non riesco a pensare ad una chitarra separata da un sintetizzatore o una drum machine da una batteria acustica. I suoni che girano nella mia testa non hanno una collocazione strumentale ‘standard’. Una batteria elettronica può così generare dei tappeti sonori e un sintetizzatore può generare parti ritmiche o chitarre distorte. Ma vale anche il contrario. Dall’ascolto dei Depeche Mode (e ovviamente di molti altri artisti) ho imparato un sacco di cose. Lastre di metallo percosse, nastri a bobina che generano loop a ripetizione, chitarre digitalizzate e “midizzate”. La fantasia è il nostro limite.

I vostri testi sono ricchi di prosa e di contenuti interiori… quanto dista la vostra anima dal vostro strumento?

Ho sempre pensato agli strumenti musicali come a un prolungamento dei nostri arti e di conseguenza del nostro pensiero e di ciò che proviamo… In “Facili forme” parlo di questo e di quanto sia difficile rimanere vicini al proprio sentire, quando l’invidia, la mancanza di conoscenza e di obiettività da parte di chi ci sta intorno, ci travolgono mettendo a rischio il nostro equilibrio.

L’Esperienza Segna è il risultato di un maturato lavoro musicale… Raccontatecelo voi nell’arco di un’emozione…

Questo disco ha richiesto molta energia. Molte sono state le storie (belle e brutte) che hanno accompagnato la produzione di questi tredici brani, storie vissute così intensamente che sono diventate, inevitabilmente, parte integrante del progetto stesso. Tutti noi Soluzione, insieme ai ragazzi della JOST, insieme a mio fratello Massimiliano Nuzzolo, coproduttore del disco e scrittore, continuiamo costantemente a lavorare, confrontandoci su tutto, con dedizione e passione. La professionalità è elemento necessario per fare qualcosa di costruttivo. Se guardo e ascolto il nostro cd, rimango positivamente impressionato, perché è sempre grande l’emozione nel vedere che le nostre idee abbiano preso forma in modo indelebile, idee che mi auguro possano rimanere come documenti nel tempo, una traccia della nostra Esistenza e della nostra Esperienza.

La teiera è ormai vuota….e gli ultimi due pasticcini alla betulla vogliamo che li portiate con voi..come un amuleto… Grazie ai Soluzione per aver portato nel nostro salotto un pò della loro anima e del loro coraggio…

leggi l’intervista su InGiro