“La felicità è facile” su Nuova, Mattino e Tribuna

la felicità è facile_nuzzolo cover1Le pagine nazionali del 10 gennaio di Nuova Venezia, Mattino di Padova e Tribuna di Treviso dedicano il primo e splendido articolo firmato da Nicolò Menniti Ippolito alla “La felicità è facile”.

Nuzzolo e l’assurdità dell’esistenza

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LA MUSICA E’ IL MIO RADAR recensito da FINZIONI MAGAZINE

la-musica-e-il-mio-radar-nuzzoloStefano Fanti recensisce LA MUSICA E’ IL MIO RADAR  curato da Massimiliano Nuzzolo al quale hanno partecipato un sacco di amici scrittori.

SCRITTORI IN ASCOLTO.

La Musica è il mio Radar è una raccolta di racconti pubblicata da Mursia, in cui una serie di scrittori analizza la propria passione musicale, chi attraverso un racconto, chi grazie a un breve saggio. Non tutti gli scritti sono memorabili, ma la cosa interessante di questo libro è la passione tangibile di ognuno dei partecipanti al progetto curato da Massimiliano Nuzzolo…”

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NUZZOLO su ROCKGARAGE

La musica è il mio radar: il libro 

By Marcello Zinno

Esistono molti libri sulla musica. Tanti trattano biografie, altri sono dei diari degli artisti, altri raccolgono tutti i testi di una band ed altri ancora sono delle vere e proprie classifiche degli album più influenti di un certo genere. Chissà per quale motivo esistono però pochi libri che mescolano la musica in racconti diversi, libri che parlano di persone che nella propria vita hanno “vissuto” la musica e sentono il bisogno di condividerla. Non parliamo di un fan che al concerto della band X ha atteso una giornata intera fuori alla venue per provare l’orgoglio di essere attaccato alla transenna o chi per fortuna o per capacità ha afferrato una bacchetta lanciata dal proprio drummer preferito. Ci riferiamo a racconti normali, di gente comune, per cui in un istante, in un periodo o nel corso della propria intera vita, la musica ha rappresentato qualcosa di veramente importante. Non musicisti, non operatori del music business, ma semplici ascoltatori che sono stati in grado di cogliere le emozioni da una certa canzone e farle proprie per sempre. Questa l’idea di Massimiliano Nuzzolo che ha raccolto una preziosa rosa di amici scrittori e ha dato spazio a ciascuno per un personale racconto in cui, anche se a prima vista non sembra, la musica vive un ruolo centrale…

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FRATTURE su DARKITALIA

cover_nuzzolo1Lunaria di Darkitalia recensisce il romanzo “Fratture” e intervista il ns Massimiliano Nuzzolo.

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La recensione:

“Fratture” (edito da Italic/PeQuod), romanzo di Massimiliano Nuzzolo, autore veneto, già apprezzato per i suoi libri (“L’ultimo disco dei Cure” per Sironi, “La musica è il mio radar” -in cui ha riunito grandi autori italiani e stranieri- per Mursia, “I Nuovi Sentimenti” per Marsilio, col contributo di nomi quali Scarpa, Bugaro, Franzoso, Trevisan, Mozzi) è un racconto di introspezione psicologica ed esistenziale, nell’intimo dei protagonisti principali, Thomas e Elisa, e del loro amore (? o è qualcosaltro? Forse due solitudini che si incontrano?) e nelle esistenze di quanti si trovano a condividere la loro vita.
“Fratture” si muove tra dialoghi ridotti all’osso (metafora della precarietà che ha eroso anche i rapporti umani ?) e ampi monologhi interiori, dove a prevalare, oltre alle istantanee dei pensieri, sono anche gli eventi: così, anche singoli gesti semplici come paralre al telefono o rimettere in ordine la propria camera, si tramutano in odissea alla ricerca di sè. Thomas, che ha perso la memoria a seguito di un incidente, e per il quale tutto ciò che aveva a che fare, nella sua vita, pochi mesi prima, ora, gli sembra inconsistente, ed Elisa che vive in un solipsismo che solo accidentalmente sfiora le vite altrui, morbosamente attratta dalla dissezione corpo-anima.
Thomas e Elisa, che si conoscono tramite telefono, a seguito di un annuncio.
[…]
Il romanzo prosegue come un’analisi tra veglia e sonno, tra quotidianità banale, meccanica e ripetitiva (i discorsi al bar, per strada, col postino, con gli amici, con i vecchi di quartiere…) e straordinaria vivacità nei monologhi fendenti dei personaggi.
In certi frangenti sembra di trovarsi di fronte ad una farsa teatrale, quali che i nostri personaggi recitassero un testo di Beckett: a prevalere sono spesso le conclusioni grottesche e da non-sense, in piena linea con il tema dell’Assurdità e la Noia di vivere, temi cari a Beckett, Camus e Moravia .